S.Mauro Cilento: un paese in cui si incontrano storia, natura e tradizioni.

La struttura urbana di S. Mauro Cilento si colloca ai piedi del colle della “Croce” che sovrasta il nostro territorio in un orizzonte che si apre tra Sud Est verso Nord Ovest: il vallone del fiume Jandolo, il Tuzzale (Telegrafo – q. 439 m. s.l.m.), il colle della Sala (q. 363 m. s.l.m.), il vallone del Ruciolo, e dall’altro, il vallone del fiume Camarano e la collina del Cornacchio (Zamarro). 

Il nostro “paesaggio” è un complesso di storia, usi, costumi, strutture che recano il sapore di un originale modello di vita. L’economia è il risultato della sinergia tra agricoltura collinare e turismo: l’olio, il vino, i fichi, i frutteti, gli orti, i semenzai, le strutture ricettive. I vari nuclei abitati si snodano sul dorsale della medesima collina: le abitazioni, gli orti, i muri in pietra, i tetti di terracotta, torri e campanili, i palazzi con cortile, pozzo, forno, cantina e frantoio. 
La Marina di Mezzatorre, con spiaggia e attività turistiche, offre il riposo del mare e lo sguardo sulla collina della Sala ove sorge una cappella rurale con statua fittile policroma, meta di antico pellegrinaggio. Di fronte si apre la vallata e il colle di Quarrata, il nostro più antico villaggio, risalente all’VIII sec. d. C. In collina si sviluppa l’abitato di Casal Sottano: nel quartiere nobile di Aria dei santi, si erge il palazzo, dimora dell’ultimo erede al trono di Costantinopoli, Rogerio Paleologo, nipote dell’imperatore Costantino XI. Alla caduta della città, nel 1453, molti dignitari greci (Mazza Elleni, Maiuri, Pascale, Tipaldi) lo raggiungono fondando una comunità attorno al culto di Santa Sofia (oggi dell’Addolorata) e dello Spirito Santo. Più a monte, oltre la chiesa parrocchiale (patrono S. Mauro martire) e il Museo “Eleousa”, all’interno della struttura cimiteriale, la cappella dell’Addolorata è santuario votivo-penitenziale. La cappella del Carmine, un tempo convento carmelitano, e più anticamente, piccolo cenobio basiliano, apre la vista sugli invasi rurali di Vallongella e di Ratto. 
L’abitato di Casal Soprano si situa dentro la struttura palazziata dei Mazza Elleni, mentre più in lontananza, dopo la chiesa di S. Nicola, si può scorgere l’antico borgo di Sorrentini con la cappella dell’Immacolata e il bassorilievo longobardo di S. Michele Arcangelo. Dal paese, attraverso il percorso naturalistico dei fiori gentili e dei boschi di castagno, si raggiunge, alle spalle del colle della “Croce”, la vetta del monte (m. 1131): “Petilia” nella leggenda; “Cilento” nell’antichità; “Lucania,” in epoca longobarda; della “Stella”, più recentemente.

prof. Osvaldo Marrocco

 

 

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